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LA STORIA DELLA BAMBOLA ABBANDONATA

La storia della bambola abbandonata" di Giorgio Strehler è uno spettacolo tratto da "Il cerchio di gesso del Caucaso" di Bertold Brecht e da un racconto dello spagnolo Alfonso Sastre. Perfetto esempio di "effetto di straniamento", il testo brechtiano ambienta in una remota regione asiatica l’episodio, già presente nelle storie di Salomone, di un figlio conteso. Il piccolo Michele è stato abbandonato dalla madre naturale, moglie di un potente, fuggita per una rivolta, e allevato dalla serva Grusa che gli ha fatto da madre. Ora Michele, ormai ragazzino,è stato riconosciuto dalla madre che pretende di riaverlo. Un giudice "illuminato" proporrà alle due donne un metodo infallibile per stabilire chi sia la vera madre: a terra si traccerà un cerchio e ciascuna delle due dovrà tirare il bambino verso di sé.

Come è naturale Grusa si oppone: purché il bambino non soffra è disposta a rinunciare a lui. Il giudice non potrà che scegliere lei, che davvero ama Michele. Nella "Bambola" Sastre riprende il tema sviluppato da Brecht. Alla periferia di una grande città un gruppo di ragazzini gioca nelle strade. Paca ha trovato, in mezzo all’immondizia, una bambola rotta, l’ha rammentata e ripulita e ora la tiene con sé. La bambola è stata gettata dalla ricca Lolita, viziata e capricciosa che la rivuole indietro. Uno straccivendolo-giudice stabilirà di chi sia la bambola.

L’intuizione di Strehler sta nell’aver intrecciato fra di loro i due testi. Elemento di collegamento, la figura di una venditrice di palloncini che racconta ai ragazzi scene de "Il cerchio di gesso del Caucaso" e de "La storia della bambola abbandonata" per spiegare loro il comportamento dei potenti.

Tante cose può insegnare “il signor Bertoldo”, ovvero Brecht. Come, per esempio, che "le cose sono di chi le ama e le difende, oppure di chi li lavora o li migliora ... e non di quelli che non hanno fatto niente per averle e tenerle".

Così Giorgio Strehler, regista e fondatore del Piccolo Teatro di Milano, dedicava lo spettacolo agli spettatori a lui più cari: "Cari bambini, questo spettacolo è stato fatto e pensato per voi. Siete voi gli spettatori di domani, i grandi che verranno dopo di noi. A voi affidiamo il nostro bagaglio di sogni, che, forse, non siamo riusciti a realizzare e la nostra tenerezza. A voi affidiamo - con tutto il cuore! - il senso di questo lavoro che nasce da un libro per bambini pensato da uno scrittore, Alfonso Sastre, che per i suoi ideali di giustizia e di libertà ha dovuto sopportare, in anni terribili per il suo paese, la Spagna, il carcere più duro. Una favola che nasce da un grande testo di Bertold Brecht, nostro maestro, "Il cerchio di gesso del Caucaso". in questa storia della bambola abbandonata c’è tutto questo, ma anche il nostro modo di fare teatro, il nostro mondo di teatranti capaci ancora di stupirsi di dire no. No ad un mondo senza amore, senza giustizia. Lo diciamo come sappiamo, ricostruendo su un palcoscenico magie, sguardi, parole, gesti. Così raccontiamo "favole", ma così colme di realtà e di consapevolezza da trasformarsi, per incanto, in una vita vera. E. questo il gioco che vogliamo giocare con voi".

Regìa: Franco Giorgio
Produzione e compagnia: CENTRO TEATRO STUDI Soc. Coop.
Attori: Andrea Armenia - Nicoletta Cappello - Claudio Cultrera - Zeudi Firrincieli - Andrea Gulino - Valeria Iacono - Michela La Rosa - Fabio Guastella - Milena Nobile - Alissa Parrino
Attori: Fabiola Parrino - Giovanni Raniolo - Eleonora Spataro - Elisa tedeschi - Giuseppina Vivera

Chi siamo

Il Centro Teatro Studi propone spettacoli di teatro, per adulti e per ragazzi, con attività laboratoriale di ricerca e formazione attraverso linguaggi e relazioni che generino empatia, complicità e divertimento.

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